Dieci cose che dovreste sapere sul cibo americano

La chiamano la terra del cibo spazzatura, in realtà l’America è l’ombelico del mondo delle culture gastronomiche internazionali. Va anche detto, per dovere di cronaca, che tutta questa cultura culinaria made in Usa, se non state attenti, rischia di allargarvi parecchio l’ombelico e di trasformare voi in un mappamondo. Ecco un assaggio in dieci ‘bocconi’ dell’idea di cibo negli Stati Uniti.

1-Valetudo. Prendiamo in prestito questa parola dal vocabolario della lotta brasiliana, quella dove volano ceffoni da tutte le parti. Il cibo americano è così: non esistono regole, ‘mangia che ti mangio’, puoi mischiare tutto con tutto e fare pranzo, cena e colazione a qualsiasi ora.

2-La mancia. E’ l’unica cosa per cui gli americani sono più complicati di noi italiani. Avete presente quando andiamo al ristorante in gruppo e vogliamo dividere il conto? Non so voi, ma io e i miei amici, armati di pallottoliere, diamo ufficialmente il via alle olimpiadi della matematica, riuscendo sempre e comunque a fare un gran casino. Negli Usa, al conto della ‘serva’ si deve aggiungere anche quello del 15-20% di mancia.

3-La colazione. Prima di stare un mese con la mia amica Maureen negli Stati Uniti, pensavo che la colazione migliore del mondo fosse formata dalla classica coppia ‘cappuccino e cremino al cioccolato’. Solo l’idea di iniziare la giornata con l’odore di uovo fritto mi chiudeva lo stomaco. Se assaggerete la tipica colazione americana in un vero diner, allora vi sveglierete anche voi con la voglia di frittata ogni mattina.

-Doggy bag. Lo stereotipo del consumismo americano ‘usa e getta’ non può certamente essere applicato al cibo. Negli Usa, in ogni ristorante o tavola calda, si possono portare via gli avanzi del piatto. Non si getta niente. Se non riuscite a finire la vostra portata, non dovete soffrire né di rimorsi né di rimpianti. Il cibo vi seguirà fino al vostro frigo, per rifarsi una vita nel microonde.

5- Il Philadelphia. Il famoso formaggio spalmabile è conosciuto in Italia nella versione originale, in quella light, e, proprio a voler esagerare, in quella alle erbe di campo. In Usa il Philadelphia occupa un intero scaffale, con gusti dal salmone allo zucchero e cannella, dalla fragola alla paprika. De gustibus.

6- La nostra Firenze non poteva non mettere il suo marchio nei menù americani. ‘Eggs Florentine’ sono le uova con spinaci e prosciutto. A Firenze non si trovano, quindi, se volete mangiare le vere uova fiorentine, dovete andare negli Stati Uniti.

7-Sale al caffè. Una delle cose che tutti sappiamo è che nel caffè non si mette il sale. Invece solo in pochi sanno che il sale al caffè è buonissimo. Si tratta di un prodotto da gastronomia, non industriale, con cui si fa marinare la bistecca. Ammiro il coraggio americano nello sfidare i gusti.

8-Without dressing. Se volete lasciare senza parole un americano, allora ditegli che non volete condimenti sull’hot dog (hot dog without dressing). In Usa un hot dog senza ketchup, maionese o senape è come un cielo senza stelle e un uomo senza panza.

9-La mia mensa universitaria è diversa. In questo caso nel senso che è peggiore. Mangiare in un college americano è veramente un’esperienza mistica. Ho passato un lustro e più nella mensa di via San Gallo a Firenze a ravanare con il cucchiaio minestroni primordiali e a ricostruire le vite passate delle polpette al pomodoro. La felicità più grande era quando il venerdì trovavo il gelato bicolore nel bicchierino di carta con la paletta piatta. Le mense americane, invece, sono come il paese dei balocchi. Paghi 7 dollari e puoi mangiare di tutto, dal sushi al vegetariano, dal messicano alla pasta, passando per hamburger, patatine…..

10-The Diner. Vi ricordate la tavola calda di Happy Days? Quella dove s’incontravano Ricky e Pozzie, dove Fonzie tirava un pugno al jukebox e partiva la musica? Quei posti esistono ancora in America e sono rimasti tali e quali alla sit-com. Nel diner si mangia benissimo ogni sorta di comfort food, il cibo tradizionale. Da fuori i diner dello stato di NY, per la precisione nell’Hudson Valley, sembrano dei grandi dischi volanti, fatti di neon e alluminio. Ma all’interno si può respirare la vera atmosfera americana, quella dei sentimenti autentici tramandati di generazione in generazione dagli immigrati, arrivati in questo grande paese da tutte le parti del mondo a caccia di un sogno.

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Mi sono laureata in giurisprudenza nel 2005 e dal 2012 sono giornalista professionista. In particolare mi occupo di cronaca e cultura a Firenze. Non sono esperta di enogastronomia, ma amo mangiare (soprattutto i dolci) e ho la fortuna di avere amici esperti del settore. In questo blog offro semplicemente un punto di vista esterno, di chi osserva con curiosità il mondo del cibo e tutte le sue stravaganze.

un commento per "Dieci cose che dovreste sapere sul cibo americano"

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    Marina Melita 24 marzo 2017 (12:21)

    Fantastico questo articolo! Brava Tabegna! 🙂 Posso dire che le tue osservazioni sul nostro paese sono per la maggior parte corrette con un’eccezione. Io, sono l’Americana piu` strana perche’ a me non piacciono tutte le salse. Si`, sull’hot dog, ma sulle altre cose mi fanno scifo! Questo e` un aspetto deficiente di noi americani…copriamo il sapore con la salsa. Pero’, ci sono molti come me che non piace il cibo affogato con le salse. Vi mando questo link – tipo servizio pubblico – dagli anni ’70…si chiama Don’t Drown Your Food (Non affogare il tuo cibo)! Si puo’ accendere i sottotitoli in italiano (sono abbastanza bene ma non totalmente corretti).

    https://www.youtube.com/watch?v=fIyPm0Z06KE

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