Food and the city part 1: the NYC breakfast

Laura Tabegna (Italy)

Il primo pensiero che si abbina a New York non è certo legato al cibo, anche se in fondo tutti conoscono NY come la grande mela. Eppure ci sono alcuni piatti che sono nati proprio nella città che non dorme mai…e quindi che mangia sempre. Non avrei conosciuto alcuni luoghi di NYC se non mi ci avesse portato un’americana di razza, nata a New York, la mia amica-sorella Maureen Marina Melita. Iniziamo con la colazione. Tutti conoscono ‘Colazione da Tiffany’, ma per le nostre tasche è troppo costosa e per le nostre gole è poco gustosa, quindi facciamo i newyorkesi qualunque e andiamo in un posto tipico ed economico. Siamo a Times Square, Midtown, ma basta girare un angolo e ci ritroviamo in una strada dove passano solo studenti e lavoratori. Ironia della sorte, questo quartiere si chiama Hell’s Kitchen, la cucina infernale. Entriamo in un ‘corner store’ (7 Brothers Deli-719 9th Avenue) una gastronomia-cafe, che funziona come una catena di montaggio. Non ci sono tempi morti: ti metti in fila e mentre aspetti devi capire cosa ordinare, altrimenti quando arrivi alla cassa “sei fuori”, devi rifare la fila da capo. Insomma, basta il ritmo frenetico della colazione per capire perché Woody Allen si sia ridotto così. Conoscendo la mia italianissima lentezza, Maureen mi ha addestrato a dovere prima che uno dei sette fratelli del negozio mi trovasse impreparata e quindi mi rimbalzasse al punto di partenza, come nel gioco dell’oca. Come i veri newyorkesi, la nostra colazione è on the road, anzi on the street and on the avenue. In una mano c’è la tazza di cartone con caffè americano e crema di latte, nell’altra abbiamo la cosa più newyorkese dopo la Statua della libertà e l’Empire: il bagel. Per chi non ci fosse ancora arrivato, il bagel è quella ciambella-panino morbidissima, da riempire con il cream-cheese, il formaggio spalmabile e altro a scelta. Per essere proprio ortodossi, il vero bagel di NY è con formaggio e salmone affumicato, ma si può prendere anche dolce, con marmellata. Una cosa che ho imparato negli Usa è che non esistono regole in cucina, puoi mangiare tutto quello che ti piace con cosa, quando e quanto ti pare. Ultima chicca: i bagel di NYC sono diversi da tutti gli altri, forse per l’acqua particolare della città, un po’ come la pizza di Napoli, che non ha uguali nel mondo.

Maureen Marina Melita (American)

Non c’è niente di meglio di un vero bagel newyorkese, una della prime cose che si dovrebbero mangiare nella grande mela (assieme all’hot dog bollito)! Un bagel di Manhattan è fatto con acqua newyorkese, farina americana, e una procedura lunghissima con due cotture, prima in acqua bollente e poi in forno. È croccante fuori e denso, ma non troppo, dentro. Non esiste altro come il bagel newyorkese.

In questi giorni ho la fortuna e il piacere di ospitare Laura Tabegna, amica e giornalista extraordinaire a casa mia nello stato di New York, nella città di Poughkeepsie (PO – KIP – SI), da dove siamo partite per una gita nella grande mela. 

A New York, si possono mangiare tutti i cibi immaginabili e fare fantastici tour gastronomici. Il nostro è cominciato con una breve passeggiata mattutina al 7 Brothers Deli nella zona di Hell’s Kitchen. Questa zona mi piace perché si trova a due passi da Times Square, con ristoranti, attrazioni, cinema, teatri, e negozi, ma anche perché è piena di persone vere…I cittadini di New York. Al Deli c’erano molti studenti e lavoratori che avevano fretta. È anche da qui che si capisce il ritmo newyorkese, velocissimo. Avevo avvisato Laura, ma ho visto subito il suo sguardo perso dopo essere entrata. Io, con il nostro compagno di viaggio Tim, ho cercato di spingere la nostra amica fiorentina al suo posto. A New York devi essere sempre pronto. Pronto per attraversare la strada. Pronto per prendere al volo un taxi o una decisione. E pronto per ordinare. Se uno non è pronto, si perde l’opportunità. Fare le cose con calma è quasi impossibile in questa città, ma non è una cosa cattiva perché c’è sempre tanto da fare e da vedere. Se uno vuole rilassarsi meglio andare alle isole di Hawaii, non nell’isola di Manhattan.

Io ero già pronta per ordinare prima di partire dall’albergo. Di solito, prendo un bagel poppyseed con il formaggio Filadelfia, o se c’è il formaggio fresco newyorkese che è più difficile trovare anche a NY! Tim prende sempre un bagel “everything”, con un po’ di tutto: poppy seeds, sesame seeds, cereali, sale, cipolla, e aglio. Puoi scegliere tra plain, poppy, sesame, salt, onion, garlic, whole grain, oat, egg, assieme a quelli dolci, per esempio con raisin, cinnamon, o blueberry. Poi ci sono condimento e combinazioni tra butter, jam, cream cheese, tomato, onion, ecc. La lista non finisce mai.

Per Laura entrare nel Deli è stata una sfida…ma alla fine ho deciso di ordinare io tutto per tutti e tre. Dopo aver pagato, io e Tim ci siamo messi in un angolo fuori dalla folla. Le entrate dei negozi newyorkesi sono trafficate esattamente come le nostre autostrade. Purtroppo abbiamo lasciato Laura in “mezza alla strada”. Ho dovuto spostarla delicatamente spiegandole che stare nel mezzo è come chiedere di essere schiacciati o, peggio, sgridati.
Ci siamo proprio goduti il nostro bagel perché, come la pizza a Napoli, non c’è niente di simile ad un vero bagel newyorkese. Se qualcuno in Italia, in qualche pasticceria “americana”, vi dice: “questo è un bagel newyorkese,” non ci credete!

author-avatar

Mi sono laureata in giurisprudenza nel 2005 e dal 2012 sono giornalista professionista. In particolare mi occupo di cronaca e cultura a Firenze. Non sono esperta di enogastronomia, ma amo mangiare (soprattutto i dolci) e ho la fortuna di avere amici esperti del settore. In questo blog offro semplicemente un punto di vista esterno, di chi osserva con curiosità il mondo del cibo e tutte le sue stravaganze.

Nessun commento per "Food and the city part 1: the NYC breakfast"

    Scrivi un commento

    Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.